Che fine ha fatto la Germania? Crisi e conflitti offrono quadro distonico

IL FOGLIO 19 Novembre 2022

Was ist mit Deutschland los? Che succede con la Germania? Sono in molti, dentro e fuori i confini nazionali, a chiederselo da qualche tempo. Una lunga serie di contraddizioni, conflitti, crisi e scandali agitano il paese e lo rendono per molti versi irriconoscibile agli occhi di chi, all’estero, era abituato a conoscerlo come la quintessenza dell’affidabilità, dell’efficienza e della stabilità. E che sollevano, Continua a leggere

Merkel spendacciona, l’ufficio al Bundestag costa troppo

IL MESSAGGERO 6 Novembre 2022

IL CASO BERLINO Chi l’avrebbe mai detto: la Mutti nazionale che andava a fare la spesa da sola al supermercato, la cancelliera luterana del rigore e i conti in ordine, è stata ammonita dal nuovo governo a darsi una regolata e osservare maggiore disciplina nei costi del suo ufficio al Bundestag. Come tutti gli ex cancellieri, anche la Merkel, ha diritto a un ufficio di parlamentare. Solo che per lei lo staff è eccezionalmente nutrito: nove persone – un capoufficio (l’inseparabile Beate Baumann con cui sta scrivendo le sue memorie), un vice, due esperti, tre addetti e due autisti. LA LETTERA In una nota del ministero delle finanze alla commissione bilancio, citata dallo Spiegel, si dà conto di colloqui fra la cancelleria di Scholz e l’ufficio della Merkel «circa la dotazione del personale adeguata alle necessità». In particolare si fa notare che l’ufficio non è legato allo status ma «all’espletamento di impegni e obblighi perduranti dopo il precedente incarico» e che «è escluso un uso per scopi privati e il conseguimento di altri introiti». Il rimborso delle spese viaggio è contemplato solo «se la ex cancelliera viaggia su incarico e nell’interesse della Repubblica federale». Flaminia Bussotti © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Leggi Articolo IL MESSAGGERO 6.9.2022

 

Il mito neutrale, dubbi in Austria su neutralità

IL FOGLIO 25 Giugno 2022

Fra gli effetti collaterali della guerra in Ucraina ci sono sicuramente il rilancio della Nato, un ripensamento della politica di sicurezza in Europa, e una riflessione su senso e attualità della neutralità. Oggi, alla luce degli eventi, il principio della neutralità traballa, e al tempo stesso è ipotizzato come modello per l’Ucraina dopo la guerra. Fino all’aggressione russa il 24 febbraio, Continua a leggere

Schröder, il lobbista tedesco al soldo di Mosca

IL FOGLIO 19 Febbraio 2022

Berlino – Il sogno della cancelleria lo accarezzava sin da bambino e per arrivarci c’ha lavorato una vita, malgrado fosse il solo a crederci. Adesso che c’è arrivato, Olaf Scholz, mai e poi mai avrebbe pensato di dover fare i conti con il rischio di una guerra nel cuore dell’Europa, in Ucraina, cuscinetto in bilico fra Nato e Russia. Rischio con cui, in questa gravità, nessuno degli otto cancellieri prima di lui aveva mai dovuto confrontarsi. E mai e poi mai Scholz avrebbe immaginato che Continua a leggere

Questioni di sesso, trans abusivo al Bundestag per femministe

 
Un polverone così Emma, vangelo del femminismo in Germania, non lo sollevava da tempo immemore. La rivista fondata nel 1977 da Alice Schwarzer –  storica capofila del movimento femminista e portabandiera di aspre battaglie per l’aborto negli anni Settanta, e in seguito contro la pornografia e la prostituzione – ha professato sempre la dottrina della piena parità dei diritti uomo-donna. Battaglia che ha dato i suoi frutti se in Germania una donna, Angela MerkelContinua a leggere

Il Drago del Reno, la staffetta europea Merkel-Draghi

IL FOGLIO 7-8 Agosto 2021

Berlino – Il 26 settembre finisce il mandato di Angela Merkel, anche se dopo le legislative la cancelliera resterà ancora qualche mese in carica per il disbrigo degli affari correnti fino all’insediamento di una nuova coalizione di governo in Germania. Fra meno di un anno, nell’aprile 2022, si terranno le prossime presidenziali in Francia ed Emmanuel Macron, già penalizzato alle recenti amministrative, non è affatto detto che sarà riconfermato. Continua a leggere

Una Trabi per festeggiare il Muro

IL DEUTSCH ITALIA 8 Novembre 2019
 

Kauri CAB X David Cerny - Quo Vadis - Berlin 2019 © Saskia Uppenkamp

Kauri CAB X David Cerny – Quo Vadis – Berlin 2019 © Saskia Uppenkamp
 

Cerny - Quo Vadis - Berlin 2019 © Saskia Uppenkamp

Cerny – Quo Vadis – Berlin 2019 © Saskia Uppenkamp

Cerimonie solenni, festeggiamenti, rievocazioni, concerti e discorsi: un profluvio di eventi si sussegue a Berlino da giorni per commemorare il 30° anniversario del Mauerfall, la caduta del Muro. Fra i protagonisti della festa, accanto alla Cancelliera Angela Merkel, al Presidente Frank-Walter Steinmeier, i colleghi dei Paesi di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia), anche loro beneficiati dalla fine della Cortina di ferro, c’è anche una imponente Trabant, l’utilitaria di simil cartapesta della vecchia DDR. Una Trabi antropomorfa in formato XXL, opera del celebre artista ceco, David Cerny, provocatore e dissacratore che in passato ha pagato la sua irriverenza anche con la galera, e autore della famosa installazione “Entropa” che fece scandalo a Bruxelles. La sua scultura, in bronzo dorato alta circa tre metri e dotata di quattro zampe elefantiache con tanto di genitali, è intitolata Quo Vadis. L’artista si era ispirato alla fiumana umana di tedeschi dell’Est che per settimane aveva

Cerny - Quo Vadis - Berlin 2019 © Flaminia Bussotti

Cerny – Quo Vadis – Berlin 2019 © Flaminia Bussotti

assediato l’Ambasciata della Germania occidentale a Praga a settembre e ottobre 1989 nella speranza di fuggire a Ovest. Migliaia di cittadini della DDR si rifugiarono nella sede diplomatica di Bonn, creando una vera emergenza politica oltre che sanitaria e logistica, e rischiando un drammatico incidente diplomatico con il regime di Berlino Est e di conseguenza con Mosca. Tutto finì per il meglio e quei primi profughi della DDR, arrivati a Praga con le loro Trabant che poi abbandonavano a ogni angolo delle strade (la Capitale dell’allora Cecoslovacchia era in quei giorni un parcheggio di Trabi a cielo aperto) furono i primi a picconare il Muro di Berlino. In un celeberrimo discorso, mai ultimato, dal balcone dell’Ambasciata di Praga – dove al suo interno e nel giardino, in condizioni pazzesche in tende, sacchi a pelo, brandine e fango per la pioggia, erano ammassati circa 4.000 profughi della

Hans-Dietrich GenscheTúrelio © CC BY-SA 2.0 Flickr

Hans-Dietrich GenscheTúrelio © CC BY-SA 2.0 Flickr

DDR – il ministro degli Esteri Hans-Dietrich Genscher il 30 settembre 1989 annunciò la fine di un incubo. Anzi non riuscì nemmeno a fare l’annuncio perché la folla aveva capito e lo anticipò. «Wir sind gekommen, um Ihnen mitzuteilen…», siamo venuti per annunciarvi… Quella frase, passata alla storia, Genscher non la poté mai finire: la gente aveva capito, non aspettava da settimane che quelle parole e quando udì le prime battute capì e scoppiò in grida di giubilo. Al paludato e navigatissimo decano della diplomazia europea non restò che gioire assieme alla folla.

Quelle ore, quei travagli e quelle emozioni dell’esodo tedesco orientale furono plasticamente immortalati nella scultura di David Cerny, la Trabi “Quo Vadis”, un cui esemplare svetta dal 2001 solitario e protagonista nel prato di Palais Lobkowitz, il sontuoso palazzo barocco sede dell’Ambasciata della Germania unificata. Un’altra copia di Quo Vadis è da giorni in tour in Germania in occasione del trentennale dalla caduta del Muro. Prima è stata portata a Kiel, dove si è svolta il 3 ottobre la cerimonia ufficiale con la Merkel per i 29 anni dell’Unificazione, e poi è stata trasferita a Berlino, dove ieri è stata esposta al pubblico nella grande piazza Walter Benjamin Platz in presenza dell’artista.

La Trabi nel giardino dell'Ambasciata tedesca a Praga © Saskia Uppenkamp

La Trabi nel giardino dell’Ambasciata tedesca a Praga © Saskia Uppenkamp

David Cerny (52 anni) è molto noto nella Repubblica ceca, ma non solo. Si è fatto un nome di tutto rispetto come artista provocatore. La sua opera più irriverente, che scatenò un incidente diplomatico, un mare di polemiche, e costrinse il Governo ceco a scusarsi, è Entropa, l’installazione esposta a Bruxelles in apertura del semestre di presidenza ceca della UE a gennaio 2009 e poi, a causa di critiche, rimossa. Raffigurava una carta europea con gli Stati membri simbolizzati attraverso gli stereotipi. La Gran Bretagna, dato lo scarso europeismo inglese, non veniva affatto rappresentata. La Francia era raffigurata con la scritta “sciopero”, la Spagna una colata di cemento, la Svezia una scatola di Ikea e l’Italia un campo da calcio, con i giocatori e il pallone stretto davanti ai genitali, suscitando l’impressione che si masturbassero. Ma peggio di tutti ne uscì la Bulgaria, ricoperta da un manto di cessi alla turca. Iconografia che fece infuriare Sofia, tanto da costringere alle scuse il Governo di Praga.

David Cerny e Flaminia Bussotti durante l'intervista

David Cerny e Flaminia Bussotti durante l’intervista

Prima di Entropa, Cerny si era fatto un nome come artista nel 1991 quando, ancora studente delle Belle arti, dipinse di rosa un carro armato sovietico, considerato allora monumento nazionale, e venendo per questo anche messo qualche giorno al fresco. Oggi il mordente polemico non gli è venuto meno. “Come giudica la situazione 30 anni dopo la fine della guerra fredda? Deludente. E nel suo Paese? Una schifezza”, si può dire ricapitolando il suo pensiero, soprattutto per le simpatie filorusse del Governo e del Presidente Zeman. “E perché per l’Italia in Entropa ha scelto l’abbinata calcio e onanismo? In genere si usano altri cliché, quello più gettonato è la mafia… Beh, non volevamo esagerare e provocare l’ira di troppi Stati. Già bastava la Bulgaria”. Flaminia Bussotti Il Deutsch Italia Produzione riservata.

Vedi Articolo Il DEUTSCH ITALLIA 8.11. 2019 Il Deutsch Italia https://www.ildeutschitalia.com/scenari/avvenimenti/una-trabi-per-festeggiare-il-muro/  

Dopo 30 anni sulla breccia, quale futuro per Angela?

(C) Il Messaggero

IL MESSAGGERO 14 Luglio 2019

IL PERSONAGGIO BERLINO Dopo 30 anni sulla breccia politica, di cui 20 come erede di Helmut Kohl, Angela Merkel è sul viale del tramonto. Un cammino a rate la cui ultima tappa ancora non è chiara. Potrebbe essere Continua a leggere

Ministro interni Seehofer: l’Italia apra i porti. Ma in Germania blinda i confini

(C) Der Spiegel

IL MESSAGGERO 7 Luglio 2019

LO SCONTRO BERLINO Da Saulo a Paolo: la conversione di Horst Seehofer. Per una volta il lupo si fa agnellino e il ministro degli interni tedesco, super falco finora sulla migrazione, ha invocato ieri i valori cristiani e chiesto a Matteo Salvini di aprire i porti. Finora aveva unicamente fama di falco. Sotto la sua egida sono passate al Bundestag Continua a leggere

“Barenboim è un tiranno manesco” A Berlino la rivolta degli orchestrali

IL MESSAGGERO 26 Febbraio 2019

IL PERSONAGGIO BERLINO Il monumento non è crollato ma mostra vistose crepe: Daniel Barenboim, ex enfant prodige e oggi genio musicale planetario, è accusato da numerosi musicisti della sua orchestra, la prestigiosa Staatskapelle della Staatsoper Unter den Linden a Berlino, Continua a leggere